“Non si può più aspettare: il dramma sconcertante di bambini, donne e uomini che continuano a morire in mare è il volto disumano di un’Europa che non è in grado di elaborare una visione comune e soluzioni condivise e che sta mettendo in pericolo non solo migliaia di vite, ma i valori fondanti della sua stessa civiltà. Subito corridoi umanitari, il superamento di Dublino e una politica comune di accoglienza”. Questo è quanto si legge in una nota dell’Ufficio Immigrazione della Cgil nazionale diffusa ieri pomeriggio. Per il sindacato di Corso d’Italia “lo scenario a cui assistiamo è straziante

e sempre più buio: notizie quotidiane di nuove morti in mare, il rischio di ulteriori perdite di vite umane a causa del freddo nell’area balcanica, tra chi è rimasto intrappolato dai troppi muri innalzati in questi mesi, il trionfo degli egoismi nazionali e la crescita di forze xenofobe e populiste, il proliferare di deprecabili politiche discriminanti e punitive, come la confisca dei beni ai richiedenti asilo in Danimarca”. “(…) “Occorre aprire subito i corridoi umanitari, disegnare una politica di accoglienza comune e avviare processi di pace per via politica nelle zone di conflitto, nonché politiche di cooperazione con i paesi messi in ginocchio da crisi economiche e ambientali. Non è un’emergenza – si legge infine nella nota Cgil – ma un imperativo da cui dipendono il futuro della civiltà europea e il rispetto di quei valori su cui l’Unione è stata fondata dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Valori di cui oggi sembra essersi dimenticata”.