“Non si può tergiversare: lo ius soli è principio di civiltà. Dare o revocare la cittadinanza italiana non può essere un premio, un atto di gratitudine, o una punizione, deve essere un diritto. Un diritto garantito a Ramy, così come a un milione di bambini e ragazzi di origine straniera che da anniaspettano una legge per diventare cittadini italiani e non sentirsi più ospiti in quello che ormai è il loro Paese”.

“Solo con lo ius soli si può riconoscere la ricchezza interculturale dell’Italia di oggi, miglior antidoto alle preoccupanti derive razziste e ai discorsi d’odio. Per questo continueremo a batterci per una politica fondata su diritti e inclusione, e per fare in modo che anche in Italia venga finalmente riconosciuto lo ius soli”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.