Sono tantissimi gli anziani che vivono in situazioni di disperazione – scrive il segretario generale dello Spi nell’editoriale del numero di febbraio di LiberEtà–. Questa dramma ha dimensioni sociali che molti non immaginano o fanno finta di non vedere. Deve farci riflettere tutti.  Ma i primi che dovrebbero farlo sono gli uomini e le donne che oggi sono al governo, anche perché chi ha governato negli ultimi tre anni non ha fatto niente. Anzi ha peggiorato la condizione sociale e assistenziale degli anziani. I pensionati finora hanno ricevuto solo tagli e tasse. Qualcuno ha anche avuto l’ardire di dire che sono dei privilegiati, senza considerare che hanno lavorato una vita e che con la povera pensione devono anche aiutare i loro nipoti disoccupati. Finora la questione equitàsociale èben lontana anche dalle decisioni assunte dall’attuale governo. Figurarsi da quello precedente. Si cominci almeno a pensare agli “ultimi”. Almeno con loro il governo Monti dia un segnale chiaro di discontinuità.

 Quello che chiediamo al governo èdi affrontare il problema della tutela delle persone che vivono in condizioni di estrema difficoltà e disagio ripristinando il fondo nazionale per la non autosufficienza, in attesa che siano definiti i livelli essenziali di assistenza. Il fondo per la non autosufficienza èstato ignobilmente soppresso dal precedente governo lasciando così circa due milioni di persone – la maggior parte delle quali molto anziane – prive di qualsiasi forma di sostegno.

 Un governo di emergenza non puònon considerare questa come una prioritàdella propria azione. Dalla crisi, infatti, non si esce solo con il rigore finanziario, ma anche e soprattutto ricostruendo uno stato sociale degno di un paese civile, in grado di fornire aiuto e assistenza agli ultimi, ai più deboli e ai più esposti.

Carla Cantone

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