La diffusione delle armi tra i cittadini, che aumenteranno considerevolmente con l’entrata in vigore della nuova norma, è decisamente tipica di culture e società distinte e distanti da noi, dove troppi danni sono stati finora prodotti”. È quanto afferma Daniele Tissone, segretario del Silp Cgil.Per il sindacalista, “aver aumentato il numero e la potenza delle armi possedute, facilitando la detenzione e riducendone i controlli, non costituisce di certo un bel segnale, considerato che inuna società maggiormente armata anche i malintenzionati si doteranno di armi e strumenti da fuoco sempre più efficaci, con il rischio di provocare una escalation inaccettabile”.

Prosegue Tissone: “Pur nella consapevolezza che molti cittadini vivono, da tempo, una maggiore percezione di insicurezza, in un Paese che ha nel G8 il triste primato del maggior numero di omicidi commessi con armi da fuoco, l’approvazione di tale norma non farà che aggravare i problemi anziché risolverli. La vera risposta alla percezione di insicurezza del Paese consiste, al contrario, nell’incrementare il numero di poliziotti e carabinieri nelle strade e a fare indagini, fornendo alle forze dell’ordine mezzi, strumenti e tecnologie adeguate per poter rispondere alle esigenze dei cittadini”.