Barbi in audizione:

“Rischio di nuovi aggiustamenti del bilancio dello Stato a primavera”

Roma, 4 novembre – “La Legge di Bilancio non corrisponde alle urgenze e alle necessità del Paese, non serve a rimetterlo in moto, a creare lavoro giovanile e femminile, soprattutto nel Mezzogiorno, e a ridurre le disuguaglianze aumentate fortemente in questi ultimi anni. Il giudizio generale della Cgil è quindi critico”. Così il segretario confederale Danilo Barbi questa mattina in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

Per la Cgil, la programmazione economica del Governo, che prevede una crescita dell’1%

nel 2017, “è sostanzialmente un’ipotesi di stagnazione, soprattutto in una condizione socio-economica come quella attuale”. “L’Esecutivo – spiega Barbi – insiste con una politica di tagli alla spesa pubblica e di riduzione dei costi alle imprese anziché prevedere maggiori investimenti pubblici, per i quali si programma ancora una volta una diminuzione. Si continua con la filosofia di assegnazione di bonus, anziché creare diritti e invece di creare direttamente occupazione – incalza il dirigente sindacale – si scommette su decontribuzione e defiscalizzazione del lavoro, oltre che deregolazione”.

Per Barbi “i margini fiscali per una politica espansiva esistono, e vanno recuperati nei grandi patrimoni privati e nell’evasione fiscale, ma sono scelte che il Governo non vuole realizzare. Infatti – continua – il Decreto fiscale si mostra come un mero tentativo di fare cassa, proponendo una serie di condoni e di distorsioni del sistema fiscale”.

Nel merito delle misure proposte nel Disegno di legge di Bilancio – prosegue Barbi – la Cgil individua alcuni elementi positivi come: il piano Industria 4.0 e, per effetto dell’iniziativa sindacale, l’aumento delle pensioni nette, mentre sono ancora insufficienti e incerte le risorse dedicate al rinnovo dei Contratti pubblici”. Sul versante della contrattazione collettiva dei settori privati, il segretario confederale della Cgil evidenzia che “l’unica misura di sostegno è rappresentata dalla detassazione della produttività di secondo livello, mentre non è previsto alcun supporto ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, che sono l’unica garanzia di aumento generalizzato dei salari e, perciò, della domanda interna”.

Infine, altro elemento critico è relativo alle clausole di salvaguardia, ovvero gli aumenti di IVA e accise a garanzia dei tagli alla spesa pubblica: “non vengono risolte, bensì rinviate ancora di un altro anno e, anzi, ne vengono istituite di nuove (aumento accise e ancora tagli alla spesa) in relazione agli obiettivi di recupero del gettito evaso”.

Questa manovra profila il rischio, abbastanza evidente, di nuovi aggiustamenti del bilancio dello Stato a primavera. Per questo continuiamo a proporre di partire da un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile e per i disoccupati di lunga durata”, ha concluso Barbi.