Lo SPI CGIL Siena vicino agli Ospiti e Operatori delle Case di Riposo della Provincia di Siena

Lo SPI CGIL Siena vicino agli Ospiti e Operatori delle Case di Riposo della Provincia di Siena

Siena, 31 marzo 2020 – Aderendo all’appello lanciato dalle Confederazioni sindacali a livello nazionale e, spinti dalle preoccupanti notizie di cronaca di questi giorni sulla situazione sanitaria delle case di riposo, lo SPI CGIL di Siena ha acquistato un quantitativo di 5.000 mascherine chirurgiche in TNT a 3 strati denominate “Toscana 1”, che verranno ripartite tra le tre Società della Salute operanti nel territorio provinciale (Senese, Alta Valdelsa e Amiata-Valdorcia-Valdichiana).
L’acquisto è stato possibile grazie al contributo degli iscritti e dei collaboratori del Sindacato pensionati che hanno voluto consegnare un aiuto e un messaggio di vicinanza e di solidarietà agli ospiti delle case di riposo della provincia di Siena e agli operatori che sono impegnati giornalmente nell’assistenza degli anziani.
“Non si può perdere ulteriore tempo ed occorre fare il più presto possibile per fornire idonei dispositivi di protezione alle maestranze operanti nelle RSA – dice lo SPI CGIL provinciale – ed insieme sollecitare gli enti preposti per un controllo a tappeto, attraverso l’uso del tampone sia nei loro confronti che nei riguardi degli ospiti delle strutture. La Segreteria Provinciale e tutti i collaboratori del Sindacato pensionati di Siena ritengono che questa fornitura sia una goccia in un mare di necessità sempre più impellenti nel contrasto al Covid 19 e ribadiscono la piena disponibilità, per quanto possibile, a dare un aiuto ulteriore”.
“In questa drammatica emergenza appare con evidenza l’importanza di avere un servizio sanitario nazionale pubblico – prosegue lo SPI CGIL – che assicuri un’assistenza rivolta a tutti e che nel prossimo futuro dovrà essere rafforzato, al fine di non lasciare indietro nessuno, a partire dai servizi socio-sanitari territoriali e da quelle residenze sociali per anziani costruite negli anni passati dalle nostre amministrazioni locali che sono e devono rimanere un patrimonio sociale e di tutela delle persone più fragili. Per questo lo SPI CGIL è vicino a tutti gli ospiti e agli operatori in questo difficile momento”.


Covid19. Report incontro tra Presidente Rossi, sindacati Confederali, Pensionati e Funzione Pubblica

Covid19. Report incontro tra Presidente Rossi, sindacati Confederali, Pensionati e Funzione Pubblica

Accolta la richiesta sindacale di un confronto costante che proseguirà domani sabato 28 marzo
Nella giornata di ieri, 26 marzo, si è tenuto in videoconferenza un incontro tra il Presidente della Regione Toscana ed i rappresentanti delle Confederazioni Cgil Cisl Uil, unitamente ai Sindacati dei pensionati ed alle rispettive categorie della Funzione Pubblica.
Il Presidente Rossi, nell’accogliere la richiesta di un confronto costante, ha quindi confermato la volontà della Presidenza di mantenere un confronto ogni 2-3 giorni con lo scopo dichiarato di condividere le scelte organizzative e ri-organizzative rispetto alla emergenza in corso al fine di recepire le istanze dei lavoratori e dei cittadini e consentire un flusso informativo continuo e diretto.
Nel corso dell’incontro si è poi fatto il punto rispetto alle questioni sollevate in questi giorni a partire dalla gestione dell’afflusso negli ospedali toscani dei pazienti Covid 19.
Il Presidente ha ribadito come l’impegno in corso sia forte e fin qui capace di mettere in campo risposte efficaci su tutto il territorio regionale, condividendo però l’assoluta necessità in questo momento, come da noi richiesto, di alleggerire la pressione sulle aree maggiormente interessate e di preparare tutte le altre struttura a reggere un aumento dei casi, senza il bisogno di provvedimenti che snaturino il carattere del sistema sanitario toscano.
Tre in sintesi gli obiettivi da tenere fermi: la cura dei cittadini che, Covid positivi, ne abbiano bisogno; l’assistenza a quelli che, nell’impossibilità di muoversi da casa, risulterebbero vittime dell’isolamento; la tutela dei lavoratori che operano in prima linea, sia sul fronte sanitario che nei servizi che sono stati definiti essenziali.
Preso atto che l’ordinanza n.18 del Presidente, che fa seguito alle interlocuzioni di questi giorni, offre una cornice importante e apprezzando la disponibilità della Presidenza, ancor più nella complessità del momento e nella vera e propria corsa contro il tempo che tutto il sistema sta affrontando, come CGIL abbiamo voluto indicare alcuni bisogni urgenti a cui dare risposta:
– per il personale del sistema sanitario, socio sanitario e socio assistenziale, è importante costituire quanto prima, un comitato regionale per attuare il protocollo in ordine all’emergenza da Covid-19, protocollo che integra quello tra governo e sindacati il 14 marzo, affinché vengano adottati tutti i sistemi di prevenzione e protezione individuale necessari a garantire la loro sicurezza;
– rispetto ai servizi per una maggior tutela delle persone con fragilità, a partire dalle persone anziane, nonché per le persone costrette nel proprio domicilio perché in sorveglianza attiva, abbiamo espresso un generale apprezzamento sull’intervento della Regione in tema di spesa a domicilio richiedendone però l’aumento del finanziamento, anche finalizzato alla predisposizione di una struttura di coordinamento che individui uno o più numeri verdi per facilitare la comunicazione e l’utilizzo del servizio, oltre che il suo ampliamento. E’ inoltre necessario un rapporto sinergico con la GDO per ampliare il più possibile la spesa a domicilio e diminuire la presenza del pubblico nei supermercati.
– è necessario adottare procedure in grado di tutelare tutti gli ospiti nelle RSA anche con la previsione di effettuare gli esami attraverso i tamponi per la ricerca del virus alla totalità di questi e monitorarne le condizioni cliniche per evitare che queste strutture non siano in grado di garantire la sicurezza di questi cittadini.. La disponibilità della Regione a dare risposta a questa esigenza anche attraverso il modello delle cure intermedie rappresenta un impegno importante, che deve articolarsi nel pieno rispetto del Protocollo sulla sanità sottoscritto il 10 febbraio u.s.
Su quest’ultimo punto piena è stato assunto l’impegno di far adottare una specifica ordinanza, sui contenuti della quale in queste ore si sta quindi lavorando.

Domani, sabato 28 marzo le parti torneranno ad incontrarsi per proseguire il confronto, nella piena consapevolezza che in un tempo così complicato, la massima partecipazione dei lavoratori, dei pensionati e delle loro rappresentanze, rappresenta una precondizione ad una efficace gestione delle scelte che assicurino salute e sicurezza.

Cgil, Spi Cgil e Fp Cgil Toscana



CGIL e UIL: “Poste Italiane deve garantire la sicurezza di chi lavora e di chi fruisce dei servizi”.

CGIL e UIL: “Poste Italiane deve garantire la sicurezza di chi lavora e di chi fruisce dei servizi”.

Siena, 27 marzo 2020 – “Va garantito anche a chi vive in paesi e frazioni il diritto a riscuotere la pensione o a prelevare contante soprattutto dove non c’è ATM o POSTAMAT, mentre è tutt’altro che necessario garantire operazioni come il pagamento di bollettini postali, multe o la rata del mutuo, le cui scadenze sono state posticipate”.

I Sindacati confederali CGIL e UIL, insieme alle rispettive categorie dei pensionati e dei lavoratori postelegrafonici, chiedono a Poste Italiane di decidere e comunicare in modo chiaro quali sono le attività per cui è lecito recarsi agli uffici postali, e quali sono escluse, adeguandosi come ogni azienda agli obblighi stabiliti dai recenti DPCM e salvaguardando chi lavora e chi fruisce dei servizi.

“Ci aspettiamo che il Prefetto faccia rispettare anche a Poste Italiane questi obblighi – sottolineano i Sindacati – anche perché fra l’altro l’Azienda svolge un ruolo d’interesse pubblico e sociale, per cui rientra nei suoi doveri garantire alle persone anziane la possibilità di riscuotere la propria pensione. Consideriamo quindi sbagliato chiudere del tutto, mentre sarebbe opportuno alternare i giorni di apertura, garantendo quel servizio minimo su tutto il territorio di ogni comune. E, al pari di tutti quelli che erogano servizi e sono aperti al pubblico, è doveroso anche per Poste fare filtro agli ingressi e/o valutare la formula dell’appuntamento ed erogare solo prestazioni urgenti ed indifferibili”.

“Questa è in definitiva l’occasione – concludono CGIL e UIL – per fare educazione sanitaria, e organizzare i servizi in modo da evitare assembramenti. All’ufficio postale come al supermercato, infatti, ci si deve andare il meno possibile e solo per motivi indifferibili. In questo senso esortiamo il Prefetto ad intervenire nei confronti di Poste, coordinandosi con i Sindaci ed anche con i Sindacati. Con il buon senso e la buona volontà di tutti è una situazione che si può recuperare”.


COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CGIL, FP CGIL, SPI CGIL

Coronavirus: Cgil-Fp-Spi, case di riposo contagiate, agire in fretta
Le proposte dei sindacati a Catalfo, Bonaccini e Decaro

Roma, 25 marzo – “Sono sempre più le case di riposo investite dal contagio Covid-19. Non possiamo più perdere tempo, bisogna fare presto: servono idonei dispositivi di protezione e strumenti adeguati per gli operatori, estendere al massimo l’utilizzo dei tamponi anche a queste strutture e chiuderle agli accessi dall’esterno, mettere in opera misure organizzative straordinarie che consentano di produrre una separazione reale e concreta tra ospiti colpiti dal virus e no e, infine, per gli ospiti ora isolati dalle proprie famiglie prevedere momenti di contatto da remoto”. Sono alcune delle proposte di Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil contenute in una lettera inviata al Ministro delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e ai presidenti delle Regioni e di Anci, Stefano Bonaccini e Antonio Decaro, in merito allo stato in cui versano case di riposo e RSA alle prese con l’emergenza Coronavirus.

“Abbiamo amaramente appreso dall’esperienza – si legge nella lettera – cosa stia significando arrivare impreparati alla lotta al virus nelle corsie e nei pronto soccorsi; non possiamo essere così impreparati anche fuori dagli ospedali, nelle case di riposo e nelle RSA. Sono sempre più case di riposo investite dal contagio Covid-19, un allarme che riguarda oltre 300 mila anziani ospitati in 7 mila strutture in tutta Italia. Una situazione molto pesante per gli ospiti e per chi opera in queste strutture, costretto ormai a lavorare in condizioni estreme, in termini di rischi, salute e sicurezza, orari e turnazioni”. Da qui le proposte dei sindacati perché, concludono, “le azioni messe in campo fino ad oggi non sono affatto sufficienti per affrontare questo grado di emergenza e gli scenari futuri. È necessario agire con la massima celerità. Ogni esitazione o distrazione in questo settore può condurre ad esiti tragici”.



Pensioni, allarmismo Tridico su pagamenti inutile e dannoso

Comunicato stampa
Pensioni, allarmismo Tridico su pagamenti inutile e dannoso
“Spiace constatare in questa fase di così grande emergenza l’atteggiamento incauto da parte del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico che in diretta tv ieri sera paventava un rischio di liquidità da maggio per il pagamento delle pensioni.
Il suo allarmismo non serve e rischia di mettere in apprensione milioni di pensionati, peraltro già pesantemente colpiti dalle conseguenze del virus.
Il Presidente pensi piuttosto a come fare per evitare che ciò accada e si risparmi queste uscite inutili e dannose”.
Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti.


Coronavirus, in case di riposo è strage silenziosa; fare presto

Comunicato stampa
Coronavirus, in case di riposo è strage silenziosa; fare presto
“Non possiamo più usare mezzi termini e abbiamo l’obbligo di rappresentare a chi
sta gestendo questa crisi la realtà per quello che è. Nelle case di riposo sta
avvenendo una strage silenziosa di anziani con l’aumento giorno dopo giorno dei
casi di contagio che riguardano ormai l’intero territorio nazionale e non più soltanto
le regioni del nord dove il virus è maggiormente diffuso.
Bisogna fare presto, dotare gli operatori socio-sanitari dei dispositivi di protezione
individuale, chiudere queste strutture all’esterno laddove ciò non è ancora
avvenuto, sottoporre tutti ai tamponi per isolare i focolai”.
La denuncia arriva dallo Spi-Cgil, il Sindacato dei pensionati che già nei giorni scorsi
aveva lanciato un allarme parlando di 500mila anziani a rischio.
“Al momento – continua lo Spi-Cgil – non ci risultano iniziative specifiche adottate
per queste strutture. Non si può continuare a fare finta niente, non ci possiamo
permettere ulteriori perdite di tempo. Servono soluzioni e servono subito”.



ANNULLATE TUTTE LE ASSEMBLEE ORGANIZATE DALLA LEGA SPI CGIL SIENA VAL DI MERSE

ATTENZIONE
TUTTE LE ASSEMBLEE CONVOCATE DALLA LEGA SPI CGIL SIENA VAL DI MERSE (come da elenco sotto) CAUSA EMERGENZA COVID19 SONO ANNULLATE PER EVENTUALI NECESSITA’ E INFORMAZIONI CONTATTARE 3336540321 3484686527 3483307741

Lunedì 23 marzo 2020 ore 15 ANNULLATA
• S. Andrea – Circolo ARCI
• S. Miniato– Centro Civico – Via Pietro Nenni, 8/A

Martedì 24 marzo 2020 ore 15 ANNULLATA
• Società di Mutuo Soccorso Valli – Via Piccolomini, 81
• Circolo ARCI Due Ponti – Via Aretina, 192
• Circolo ARCI Ravacciano – Via D. Buoninsegna,45

Mercoledì 25 marzo 2020 ore 15 ANNULLATA
• Biblioteca Camera del Lavoro – La Lizza, 11
• Circolo ARCI – Via di Città, 101
• Isola d’Arbia – Centro Civico – Via della Mercanzia,46

Giovedì 26 marzo 2020 ore 15 ANNULLATA
• Acquacalda – Sede AUSER – Via B. Tolomei, 7
• Circolo “la Lunga Gioventù” – Via dei Pispini, 162
• Bocciodromo – Piazza d’Armi

Venerdì 27 marzo 2020 ore 15 ANNULLATA
• Taverne d’Arbia – Circolo ARCI – Via Principale, 76


Comunicato Stampa chiusure sedi CGIL SIENA

COMUNICATO STAMPA
CGIL Siena: sedi chiuse al pubblico ma operativi in 5 Camere del Lavoro
Per le pratiche indifferibili sarà comunque possibile prendere un’appuntamento
Siena, 16 marzo 2020 – La CGIL provinciale di Siena informa che da domani tutte le sedi rimarranno chiuse al pubblico fino al 3 aprile p.v., salvo deroghe.

Il sindacato continuerà comunque ad essere raggiungibile ed operativo nell’ambito delle 5 principali Camere del Lavoro tramite i contatti telefonici, i fax, la posta elettronica e certificata ed i canali social, reperibili sul sito web www.cgilsiena.org.

Per le pratiche indifferibili sarà comunque possibile prendere un appuntamento nelle 5 Camere del Lavoro tramite telefono: sede provinciale di Siena (La Lizza, 11 – tel. 0577 2541 fax 0577 254850 – info.si@siena.tosc.cgil.it – posta certificata: cgilsiena@pecgil.it), Poggibonsi (Piazza G. Matteotti, 8 – tel. 0577 936165 fax 0577 982503), Colle di Val d’Elsa (Via dei Fossi, 24 – tel. 0577 924565 fax 0577 901038), Montepulciano (Via Fiorita, 12 – tel. 0578 74141 fax 0578 757087), Abbadia San Salvatore (Via Gorizia, 28 tel. 0577 778054 fax 0577 778019).



Comunicato Stampa Sindacati Pensionati Toscani

Comunicato Stampa

 

 

Oggi i segretari generali dei sindacati pensionati di cgil cisl e uil hanno incontrato l’assessore alla sanità e al sociale della Giunta Regionale Stefania Saccardi.  


Nell ‘incontro l’Assessore ha illustrato la delibera regionale 322 dell ‘11 /3 /2020 sulle “ Misure per la prevenzione e la gestione dell ‘emergenza epidemiologica da Covid-19 che prevede l’assegnazione di 3 milioni di € per l’attivazione del servizio di consegna della spesa a domicilio: “ a favore di persone anziane o affette da patologie croniche o comunque tali da dover evitare luoghi affollati


Il progetto oltre alle risorse stanziate chiede ai comuni di dotarsi di un apposito numero verde per la raccolta delle richieste da parte dei cittadini.   Affida alle zone distretto, tramite le case della salute, il compito di organizzare il servizio logistico di distribuzione anche con il coinvolgimentoassociazioni di volontariato , terzo settore e/o protezione civile.

 
I sindacati dei pensionati hanno apprezzatol’iniziativa perché mette a sistema, in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, le numerose e positive iniziative già intraprese da numerosi comuni.


Si ritiene quindi indispensabile un coordinamento regionale che offra alle persone residenti in tutti i territori della toscana servizi omogenei. Per ottenere il risultato si promuove una rete logistica di prossimità: infrastruttura
ancor più necessaria in un momento di emergenza come quella prodotta dall’epidemia di covid-19.

 

Nella confronto, che ha cercato sempre di restare ancorato alle misure urgenti, si è considerata la necessità di produrre misure che mitighino la pressione che in questo momento grava sui lavoratori della sanità e della distribuzione. Cosa che può ottenersi con misure che determinino una dissaturazione dei ricorsi alle strutture sanitarie o dei servizi fondamentali di distribuzione.


I sindacati Spi Uilp e Fnp hanno infine richiesto di restare informati delle deliberazioni assunte dalle zone distretto per la gestione della delibera in oggetto, mostrandosi determinati ad un ruolo attivo,fondato sulle relazioni che nei territori hanno le esperienze del sindacato. Mostrare la vicinanza, la convergenza tra le misure e le modalità con cui si applicano, è un terreno su cui si gioca e si può vincere una sfida che riguarda ognuno di noi. Sempre.

 


Protocollo OO.SS Associazioni Datoriali e Governo per il contenimento Covid 19 luoghi di lavoro.

  • Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure

per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

14 marzo 2020

Oggi, sabato 14 marzo 2020, è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

Premessa

Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro.  

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Pertanto le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.

Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere allavoro agile e gli ammortizzatori sociali, soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del virus.

È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si puòprevedere anche la riduzione o la sospensionetemporanea delle attività.

In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

Ferma la necessità di dover adottare rapidamente unProtocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus che prevedaprocedure e regole di condotta, va favorito il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali.

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19

L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.

Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Fatti salvi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni emanate per il contenimento del COVID-19

e premesso che

il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19 e che per le attività di produzione tali misure raccomandano:

sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
siano incentivate le operazioni di  sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; 
per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;
per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile


 

si stabilisce che

le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro, oltre a quanto previsto dal suddetto decreto, applicano le ulteriori misure di precauzione di seguito elencate – da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previaconsultazione delle rappresentanze sindacali aziendali – per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

1-INFORMAZIONE

L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi
In particolare, le informazioni riguardano
o l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria
o la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio
o l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene)
o l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzaledurante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti

2-MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni
Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS
Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)

3-MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti
Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro
Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera
Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente paragrafo 2
Ove presente un servizio di trasporto organizzatodall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza deilavoratori lungo ogni spostamento.
le norme del presente Protocollo si estendono alleaziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive

4-PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)

5-PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani
l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone

6-DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

l’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:
a. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
b. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
c. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)
qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositividi protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autoritàscientifiche e sanitarie.

7. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK…)

l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.
occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8-ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali:

disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza
Si può procedere ad una rimoludazione dei livelliproduttivi
assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni
a. utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione
nel caso l’utilizzo degli istituti di cui al punto c) non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti
sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate

9- GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI  

Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa)
dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni

10-SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali
non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali
sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work
Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista)

11-GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA

nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute
l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria

12-SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS

La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo)
vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia
la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio
nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.  
Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie

13-AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE

È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica    delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.