CESSAZIONE DEL MEDICO DI FAMIGLIA: DIFFICOLTA’ PER LE PERSONE ANZIANE

CESSAZIONE DEL MEDICO DI FAMIGLIA: DIFFICOLTA’ PER LE PERSONE ANZIANE

Lo SPI CGIL chiede la modifica del procedimento

Siena, 2 dicembre 2020 – La fine del mese di novembre ha coinciso con la cessazione dell’attività di tanti medici di medicina generale operanti nella nostra ASL, il che ha significato per gli ex assistiti l’obbligo di dover effettuare una nuova scelta tra i professionisti disponibili nell’ambito territoriale.

Soltanto il 20 novembre scorso la ASL ha sentito il dovere di avvisare della imminente cessazione dei medici attraverso un mero comunicato stampa. Questo criticabile metodo di informazione verso la popolazione ha accresciuto il calvario degli assistiti che spesso non erano a conoscenza della conclusione dell’attività. Inoltre, causa la pandemia e che telefonando al numero indicato non risponde nessuno, l’unico sistema di confronto con la ASL è quello della telematica, dimenticandosi del fatto che tanti, specialmente coloro in età avanzata, non sono in possesso di tali sistemi e si può concretizzare il rischio di trovarsi senza una assistenza medica.

Questa situazione non è accettabile in un paese civile! Siamo stati testimoni di persone anziane in piena crisi di angoscia non sapendo a chi e dove rivolgersi per risolvere la propria condizione. Da parte della ASL deve essere trovata una procedura del passaggio da un medico all’altro che tenga in maggior conto il diritto costituzionale alla tutela della salute in capo ad ogni italiano.

Migliaia di cittadini obbligati a percorrere i meandri del labirinto burocratico previsto dalla procedura in essere con oneri in capo al solo “assistito” da svolgere in tempi rapidissimi, pena l’eventuale carenza di assistenza medica, e che in caso di email richiede tra l’altro l’invio di documentazione spesso già in possesso dell’istituzione sanitaria.

Prossimamente, nel giro di pochi anni, saranno molti i medici che cesseranno la convenzione con il servizio sanitario ed è urgente evitare per il futuro il caos che si è originato in questi giorni a Montalcino, tale che è stato necessario l’intervento dell’Amministrazione Comunale e dove il Sindacato Pensionati SPI CGIL si è messo a disposizione per aiutare quanti avessero bisogno di informazioni e delucidazioni per il cambio del medico.

Lo SPI CGIL di Siena si farà parte attiva per chiedere alle autorità competenti la modifica del procedimento attuale ricercando una soluzione che non obblighi il cittadino ad inutili difficoltà e preoccupazioni.

SPI CGIL Siena


Mercoledì 25 novembre tornano le buste del pane contro la violenza sulle donne

 

 

Mercoledì 25 novembre tornano le buste del pane contro la violenza sulle donne

La CGIL di Siena: “Quest’anno le convivenze forzate hanno fatto esplodere il fenomeno”.

Siena, 24 novembre 2020 – Anche quest’anno il Coordinamento Donne del sindacato pensionati SPI CGIL e il Dipartimento Pari Opportunità della CGIL di Siena hanno distribuito nei forni senesi che aderiscono all’iniziativa le buste per il pane che verrà venduto il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“La violenza contro le donne non può essere pane quotidiano” è il titolo dell’iniziativa che troviamo stampato sulle buste insieme al disegno realizzato dalle studentesse e dagli studenti del Liceo artistico “Duccio di Buoninsegna” e ai recapiti telefonici dei quattro centri antiviolenza operanti sul territorio della provincia di Siena.

Il dramma della violenza sulle donne quest’anno ha conosciuto un’altra dimensione, quella dell’isolamento dovuto alla pandemia in corso. Le case delle donne vittime di violenza sono diventate vere e proprie gabbie da cui è diventato impossibile anche chiedere aiuto, come testimonia la diminuzione delle chiamate ai centri antiviolenza nel primo lockdown.

I numeri dei femminicidi però non hanno conosciuto diminuzione, ma anzi le convivenze forzate hanno fatto esplodere la violenza.

“Ancora oggi le donne vivono una condizione di svantaggio – spiega il sindacato – da una parte dovuta ad un sistema economico che le esclude o le emargina e dall’altra giustificata da una cultura retriva che si oppone al progresso civile della società. La violenza è la massima espressione di come queste forze in atto vogliano le donne relegate in ruoli subalterni, mai definitivamente affrancate dal potere di uomini più proprietari che familiari. Quest’anno, quindi, è più che mai importante entrare nelle case con le nostre buste del pane, con un messaggio che vuole essere una mano tesa a quante subiscono in quel luogo la violenza e uno strumento di sensibilizzazione alla lotta contro un fenomeno che dovrebbe essere ormai a noi tutti estraneo”.

“Come ogni anno ringraziamo tutti i forni che hanno aderito all’iniziativa per la disponibilità e la sensibilità dimostrata,” – prosegue la CGIL – così come rivolgiamo un ringraziamento all’azienda di trasporti Tiemme, dato che fino alla fine dell’anno trasmetterà la stessa campagna informativa video sugli autobus, attraverso i monitor presenti sulla flotta urbana della sede operativa di Tiemme e all’interno delle biglietterie aziendali del territorio”.

“La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti, così recita lo striscione che metteremo sulla facciata della nostra Camera del Lavoro di Siena” – conclude il sindacato – “perché non esiste progresso, non esiste civiltà nella violenza”.



CGIL e SPI CGIL Siena: “Per gli anziani servono più servizi di prossimità e a domicilio”.

CGIL e SPI CGIL Siena: “Per gli anziani servono più servizi di prossimità e a domicilio”.

Siena, 24 novembre 2020 – Le vicende legate alla pandemia da Covid-19 in diverse RSA presenti nella nostra provincia obbligano ad una riflessione sull’importante tema dell’assistenza rivolta agli anziani.

Nel nostro Paese il problema dell’invecchiamento dovrebbe essere centrale, visto che l’aspettativa di vita supera ampiamente gli 80 anni e la percentuale degli ultra 65enni va oltre il 23% della popolazione. L’esperienza di questi mesi ci dice purtroppo che gli anziani non sono stati sufficientemente protetti: l’80% dei decessi da Covid-19 riguarda ultra 65enni; nelle residenze a loro dedicate in Toscana si sono verificati circa 1500 contagi tra gli ospiti, con oltre 200 decessi, di cui gli ultimi due nella nostra provincia proprio ieri, a Radda in Chianti. Le tante persone morte nella totale solitudine all’interno delle RSA hanno messo in luce tutte le criticità del sistema delle case di riposo, oltre alle tante inchieste della Magistratura che hanno evidenziato inefficienze, abusi, lavoratori sottopagati e dequalificati.

Urge quindi un deciso ripensamento sull’organizzazione di queste strutture e sui controlli in merito al livello di assistenza assicurato agli ospiti, ma al tempo stesso è indifferibile il potenziamento dei servizi socio-sanitari sul territorio, da realizzarsi con rapide decisioni politiche e ancor più veloci concrete attuazioni in termini di prestazioni.

Inoltre occorre un sistema di servizi a domicilio integrato che cerchi di evitare sino all’ultimo il ricovero nelle residenze, assicurando le migliori condizioni per poter continuare a rimanere con i propri affetti, nella propria abitazione, sviluppando servizi residenziali rivolti ai soggetti più fragili: mense sociali, pasti a domicilio, lavanderia, telemedicina, supporto ai necessari spostamenti; nonché un incremento di una nuova tipologia di abitazioni ove sviluppare il co-housing (condominio sociale).

Per un rafforzamento dei servizi socio sanitari di prossimità di tipo domiciliare la ASL Toscana Sud Est deve quindi realizzare anche nella nostra provincia le Case della Salute e luoghi per le cure intermedie, tralasciando di spendere soldi pubblici per un nuovo poliambulatorio nel capoluogo, una scelta che contrasterebbe con l’improrogabile esigenza dell’aumento della sanità sul territorio.

CGIL e SPI CGIL Siena

 



 “Basta annunci, chiediamo interventi immediati per scongiurare nuovi focolai nelle RSA”.

CGIL, SPI CGIL e FP CGIL Siena: “Basta annunci, chiediamo interventi immediati per scongiurare nuovi focolai nelle RSA”.

Siena, 20 ottobre 2020 – L’epidemia del Covid-19 è tornata ai livelli di Marzo-Aprile, la superficialità tenuta nei mesi del periodo estivo e attualmente si sta ripercuotendo sull’aumento del virus nelle nostre comunità, le conseguenze più dolorose colpiscono con maggiore pericolosità le categorie più deboli e più fragili a livello sociale e sanitario, e fra queste gli anziani che sono ospitati nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite).

Notizia di questi giorni i molti contagiati nella residenza per non autosufficienti di San Francesco ad Asciano, dove la quasi totalità degli ospiti e molti operatori della struttura sono stati colpiti dal virus ed alcuni anziani sono stati ricoverati viste le gravi condizioni.

Gli ospiti della RSA, pur non avendo avuto comportamenti scorretti, sono stati contagiati, certamente non hanno fatto vacanze, né hanno partecipato a pranzi o convivi in cui si potevano creare degli assembramenti e quindi entrare in contatto con potenziali positivi, quindi si presuppone che la positività sia stata trasmessa da persone non ricoverate.

Quanto accaduto nelle residenze per anziani nella primavera aveva evidenziato che in queste strutture dovevano essere attuate delle procedure e dei protocolli strettissimi, controlli attraverso test sul personale e sugli ospiti, come indicato specificatamente dalle ordinanze del Presidente della Regione Toscana. Ci domandiamo se tutto questo è stato garantito da chi gestisce la RSA e dalla ASL che dovrebbe verificare la corretta applicazione dei protocolli.

Certo è che si deve porre maggiore attenzione nell’affidamento della gestione dei servizi nelle RSA pubbliche ed effettuare un costante controllo sulla qualità del servizio assistenziale svolto dai gestori di un così particolare, importante e delicato servizio.

La CGIL, con il sindacato dei pensionati SPI CGIL e la Funzione Pubblica CGIL di Siena, nell’esprimere la propria vicinanza e solidarietà nei confronti delle persone contagiate, degenti e personale, e dei loro familiari, continuerà il suo impegno nella difesa del diritto alla salute specie per le persone più deboli.

Chiediamo alla ASL e a tutti gli Enti Pubblici preposti alla conduzione e controllo delle RSA di predisporre urgentemente tutte le iniziative opportune per evitare che situazioni simili si possano ripetere in altre strutture RSA della nostra Provincia, rafforzando subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l’affetto dei familiari all’interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica.

 CGIL, SPI CGIL e FP CGIL Siena


CGIL, SPI CGIL, FP CGIL di Siena sulla trasformazione in RSA della Residenza “Il Pavone”

CGIL, SPI CGIL, FP CGIL di Siena sulla trasformazione in RSA della Residenza “Il Pavone”:
“Scelta sbagliata e unilaterale che privilegia l’offerta privata a discapito di quella pubblica.”
Riteniamo singolare e profondamente sbagliato che un’Istituzione Pubblica come il Comune di Siena agevoli lo sviluppo dell’offerta residenziale per anziani non autosufficienti privata pregiudicando il futuro delle strutture pubbliche del territorio afferenti alla Società della Salute Senese. Di fatto il Comune con la decisione assunta e il via libera tramite accordo con la Società “Casa Sollievo Network” proprietaria della struttura penalizzerà, anche sul fronte occupazionale l’Azienda per i Servizi alla Persona “Citta di Siena” che è di diretta emanazione dell’Amministrazione Comunale e strumento operativo pubblico dei percorsi assistenziali rivolti ai cittadini.
Una scelta unilaterale decisa come al solito senza il minimo confronto e coinvolgimento delle rappresentanze sociali e con il parere negativo espresso dalla stessa Società della Salute (di cui il Comune di Siena è componente consortile insieme alla USL Toscana Sud Est ed altri 14 Comuni).
 
Un parere negativo, che condividiamo pienamente e definito con specifica deliberazione dell’Assemblea dei Soci della SdS sin dal novembre dello scorso anno e motivato dal fatto che il verificarsi di un aumento dei posti rispetto all’esistente, nei quali poter spendere i titoli di acquisto (ad oggi immodificati nel numero disponibile) ed esercitare la libera scelta del cittadino, altera l’equilibrio attuale del sistema dell’offerta nel rapporto tra pubblico e privato.
 
Cosa che infatti con la decisione del Comune di Siena si verificherà puntualmente e che stride fortemente con una necessità opposta, ovvero una mappatura dei bisogni e la conseguente risposta di prossimità da parte del Servizio Pubblico con una completa riprogrammazione della residenzialità per anziani non autosufficienti riallocandola nel più ampio ambito della cronicità.
 
C’è urgente bisogno di fare e costruire una migliore ed omogenea rete dei servizi territoriali sanitari e socio sanitari integrati con un respiro d’insieme, di area, con un confronto costante esaltando il ruolo della partecipazione di tutti i soggetti di rappresentanza e non con atti unilaterali. La pandemia ha aggiunto nuove criticità ed esigenze, soprattutto nelle persone fragili, che dovranno essere affrontate e risolte con il potenziamento e lo sviluppo del Servizio Pubblico garantendo servizi di prossimità costituzionalmente garantiti e limitando politiche che tendono prioritariamente al business della redditività e del profitto nella sanità e nei servizi sociali.
La decisione sulla struttura del “Pavone” si affianca alla storica carenza di Case della Salute a Siena e ci fa sorgere la domanda su quale sia la volontà degli amministratori senesi di aderire o meno allo sviluppo della sanità pubblica nel nostro territorio e su questo vorremmo una risposta chiara da parte del Comune.
 
Sulla questione abbiamo già chiesto un incontro con i livelli statutari della SdS e con la Direzione della Usl Toscana Sud Est ove rappresenteremo il nostro dissenso.
 
CGIL, SPI CGIL, FP CGIL Siena


Sanità e territorio: il sollecito del Sindacato Pensionati rivolto ai Comuni

Sanità e territorio: il sollecito del Sindacato Pensionati rivolto ai Comuni

SPI CGIL: “Non si perda ulteriore tempo!”.

Siena, 27 agosto 2020 – Non si perda ulteriore tempo! E’ questo il sollecito che rivolgiamo ai Sindaci della nostra provincia. La Regione Toscana ha stanziato diverse decine di milioni per gli investimenti nella sanità regionale, sia verso i presidi ospedalieri che verso strutture decentrate. Come Sindacato dei pensionati, quella fascia della popolazione più direttamente coinvolta nella salvaguardia della salute, vogliamo mettere in risalto un fatto per noi molto importante: la carenza a livello delle Società della Salute di una programmazione relativa all’articolazione delle strutture socio-sanitarie nel territorio.

L’ultimo atto inerente la collocazione dei presidi risale ad un patto territoriale sottoscritto nel 2014 dagli Amministratori locali con l’allora AUSL 7, che è rimasto per gran parte lettera morta. Successivamente, da parte della ASL Toscana Sud Est e delle tre Società della Salute, Amiata-Valdorcia-Valdichiana, Alta Valdelsa e Senese, non è stato fatto nessun aggiornamento o revisione. A nostro avviso una grave negligenza! Si deve recuperare il tempo perduto. Tutti i Comuni della nostra provincia facciano proposte per nuove strutture della salute affinché vengano poi valutate nell’ambito delle SdS e della ASL. Senza dimenticare l’inadeguatezza dei servizi sia come residenzialità che come assistenza a domicilio rivolta alla non autosufficienza.

Questo nostro sollecito non vuole alimentare una deriva “campanilistica”, ma mettere in risalto la particolarità dei vari territori senza disconoscere la prioritaria esigenza di avere un progetto, condiviso da tutti i componenti delle SdS, in merito alla collocazione dei presidi socio-sanitari su tutta la provincia. Un piano che, partendo dalla mappatura dei bisogni, garantisca una maggiore equità ed omogeneità nel livello dei servizi prestati nelle zone e che non trascuri le aree disagiate e periferiche già sottoposte ad una continua riduzione di altri servizi (chiusura sportelli postali e bancari).

Il dramma della pandemia dovrebbe aver insegnato che solo disponendo di un’adeguata organizzazione per l’intervento sanitario nel territorio possiamo affrontare le nuove sfide nel campo della salute. Come sindacato pensionati SPI ribadiamo che non sono necessari solo gli ospedali per la cura delle malattie ma è essenziale anche una strutturata presenza di presidi e servizi decentrati.

E’ giunto il tempo di elaborare ed attuare la pianificazione dei servizi necessari nelle nostre realtà locali innovando il sistema attuale attraverso l’infermiere di comunità, i posti letto di cure intermedie, il potenziamento delle case della salute, l’assistenza a domicilio, la continuità di assistenza tra ospedale e territorio, la sanità di iniziativa e il ruolo dei medici di famiglia.

Si predisponga un piano di riordino di tutta la provincia prevedendo sia la costruzione di nuovi fabbricati che il recupero di edifici già esistenti, se occorre impiegando nella progettazione anche gli uffici tecnici dei Comuni da affiancare alla ASL, per essere pronti ad utilizzare al meglio quei finanziamenti futuri destinati alla sanità previsti dal Governo e dall’Europa.

 

 

 



AUSL TOSCANA SUD EST: RIPARTE LA LIBERA PROFESSIONE – La CGIL: “E l’attività ordinaria quando sarà totalmente recuperata?”.

AUSL TOSCANA SUD EST: RIPARTE LA LIBERA PROFESSIONE

La CGIL: “E l’attività ordinaria quando sarà totalmente recuperata?”.

Siena, 19 giugno 2020 – L’intesa tra sindacati e Regione Toscana prevedeva che l’attività in libera professione (intramoenia) dei medici ospedalieri poteva riprendere il 15 giugno solo se ogni Azienda Sanitaria della Toscana aveva garantito a partire dal 18 maggio almeno il 60% delle prestazioni prenotate o sospese, allungando i consueti orari, ad esempio al pomeriggio o di sabato. Le AUSL dovevano infatti rivedere le liste di attesa ricontattando tutti i pazienti che avevano prenotato tramite CUP o direttamente negli ambulatori e verificando se il servizio era stato già erogato o se fosse necessario fissare un nuovo appuntamento; a fine maggio doveva essere fatto un primo punto della situazione per capire se la tabella di marcia era stata rispettata e per decidere, eventualmente, delle soluzioni al fine di recuperare situazioni disformi.

La CGIL, lo SPI CGIL e la FP CGIL di Siena considereranno quindi “un segno di ritorno alla normalità”, come asserito recentemente dal Direttore Generale dell’ASL Toscana Sud Est, non tanto la ripresa della libera professione sanitaria, ma quando saranno recuperate tutte le condizioni di accesso alle prestazioni sanitarie ospedaliere e territoriali ordinarie e le liste di attesa sospese nel periodo emergenziale.

Sicuramente tutto questo ad oggi non è ancora avvenuto, così come non è stato attivato l’ampliamento dell’attività ordinaria, come stabilito nelle ordinanze e delibere regionali. Il ritorno alla normalità non può che prescindere infatti da un’effettiva, complessiva, reale e concreta ripartenza con l’abbattimento delle liste di attesa, cosa che ad oggi non è avvenuta.

CGIL, SPI CGIL e FP CGIL Siena